lunedì 10 luglio 2017

[Prime impressioni] Bärenpark

scritto da Fabio (Pinco11)

Phil Walker-Harding è un autore di giochi australiano. Tempo fa associare i due termini poteva sembrare ardito come parlare di uno sciatore delle Maldive, ma negli ultimi anni abbiamo ben capito che il concetto di villaggio globale ha reso il mondo molto più piccolo di una volta.
Il game designer in questione, così, ha avuto modo di rendersi già noto per titoli di un certo successo, come Cacao, Imhotep e Sushi Go!, per cui vedere il suo nome sulla scatola di una produzione Lookout-Mayfair ha attirato il mio interesse (pare che anche la Uplay.it lo abbia notato per una versione italiana ...).
Vi parlo quindi oggi di Bärenpark, titolo per 2-4 giocatori, con età 8+, indipendente dalla lingua (salvo il manuale, in inglese, che trovate qui), tempo a partita 30-45 minuti.
Meccaniche? Tetris ...


IL GIOCO IN POCHE PAROLE

Di che si tratta lo capirete già al setup, perché i componenti consistono in una generosa manata di polimini, che i giocatori sono chiamati a collocare sulle proprie schede personali quadrettate, cercando di riempirle. La sensazione Tetris è quindi ben percepibile sin da quando aprirete la scatola.
A livello pratico ad ogni turno il giocatore altro non fa se non collocare sulla propria scheda una tessera che ha in mano (si parte con una piccola).
Sulla scheda personale sono raffigurati poi diversi simboli, coprendo i quali si ha la possibilità di prelevare nuove tessere (ogni simbolo si riferisce a un certo gruppo di esse all'interno del quale si potrà scegliere e molte tessere danno punti a fine partita) da piazzare o una nuova scheda per ampliare il proprio parco (Bärenpark sta per Il Parco degli Orsi ...).
Ogni volta che si completa una scheda (salvo uno spazio speciale) si può prelevare una delle minitessere orso (danno punti vittoria) e collocarla nello spazio speciale.
La partita termina quando un giocatore completa tutte e 4 le schede che si possono prelevare e si sommano i punti dati dalle tessere piazzate.
Sono presenti poi alcune tessere obiettivo, che possono essere introdotte per rendere il gioco più competitivo.

I MATERIALI

A livello di componenti direi che la valutazione è la classica "adatti alle necessità". La grafica, affidata a Franz Klemens, è adeguata, colorata il giusto, senza diventare invasiva e gradevoli sono i classici minidisegni che popolano i materiali di gioco.
Nel contempo, chiaramente, visto che altro non dobbiamo fare se non assemblare pezzi, le schede iniziali si presentano, grosso modo, come delle griglie a sfondo beige e il tutto, alla fine, non colpisce troppo l'occhio.
Buono, comunque, lo spessore dei componenti e la quantità di cose che stiperete nella scatola ad esito del defustellamento.



COME GIRA

Siamo di fronte ad un classico titolo destinato a un pubblico familiare e l'8+ sulla scatola calza a pennello: in realtà le meccaniche sarebbero proponibili anche a un 6+, visto che altro non si deve fare se non collocare polimini, ma poi i più piccoli inizierebbero ad andare in confusione nella fase di calcolo ...
Le regole si spiegano in un minuto (piazza la tessera, prendi tessere sulla base di ciò che copri, prendi statua orso se finisci scheda ...) e trenta secondi extra vi saranno necessari se inserirete anche gli obiettivi, per cui c'è il necessario per mettere a proprio agio chiunque.
Sulla giocabilità direi che, considerando la semplicità delle regole, è elevata, per cui gli unici dubbi non possono che residuare sulla profondità del tutto e direi che alla fine dei conti si è raggiunto qui un buon compromesso, sempre rimanendo, beninteso, nel genere dei titoli adatti agli occasionali.
Ogni forma appartenente ai primi due gruppi, infatti, è disponibile in più pezzi, ma il valore in punti  (di quelle che lo hanno, visto che le tesserine da 1-3 caselle non ne danno) decresce progressivamente, mentre i pezzi del gruppo più difficile da reperire sono singoli, per cui qui la corsa è ad accaparrarsi per primi quelli più facili da incastrare.

A livello tattico, quindi, da una parte c'è una corsa ad ampliare rapidamente il proprio parco, acquisendo nuove tessere e cercando di arrivare con velocità a coprire i simboli che permettono di impadronirsi dei pezzi più grandi, mentre dall'altra c'è quella a concentrarsi per prima nel completare le singole schede, per ottenere i bonus (decrescenti) legati alle statue degli orsi.
C'è anche interazione, perché i pezzi sono disponibili in numero limitato, per cui occasionalmente un'occhiata a ciò che gli altri stanno cercando è opportuno darla, per evitare di lasciare spazi proprio per un certo tipo di pezzo e poi trovarsi a vederlo esaurire un attimo prima della posa programmata.

La presenza, infine, delle tessere obiettivo dona un poco di soddisfazione extra a chi ama dedicarsi a una maggiore programmazione, in quanto diverse di esse richiedono di costruire, di fatto, il proprio parco intorno ai requisiti da loro dettati (alcune, per esempio, richiedono di costruire cluster, ovvero assembramenti, di pezzi di un certo colore).
La difficoltà e lo spessore complessivo restano, lo ripeto, contenuti, per cui se siete amanti di cibi speziati a tutti i costi, probabilmente lascerete perdere, ma in tal caso, forse, non sarete nemmeno arrivati a leggere sin qui ... :)

COSA RICORDA

Be', non si fa fatica, qui, a parlare di Patchwork, che ritengo forse il miglior titolo della categoria, per la sua bella sintesi tra semplicità delle meccaniche, componentistica azzeccata e il giusto spessore. Le logiche restano infatti quelle, per cui altro richiamo d'obbligo è per il recente Cottage Garden, sempre di Rosenberg, con il quale l'autore ha cercato di esportare anche a più di 2 giocatori (Patchwork era solo per il testa a testa) le solite logiche, pur con qualche correttivo.


COSA NE DICONO IN GIRO

Uscito da pochissimo, su BGG al momento viaggia su di un comodo 7,3.
Tra i vari commenti emersi si sottolinea come il gioco sia adatto a un pubblico ampio e come proponga meccaniche semplici e solide, che invogliano la competizione. Meno appetibile, invece, può essere per i giocatori più esperti, alla ricerca di sfide di spessore e più coinvolgente se giocato in 3-4 persone (Seth Brown: If you only like complex games, or get easily frustrated by games where you can't make much headway over opponents with clever play, Barenpark may not be for you. Also, I wouldn't recommend this for 2p. If you want a well-paced, attractive, accessible game that's some light-medium fun for 3-4p, Barenpark is a snap to teach and satisfying to play with the tile).
Emerge, inoltre, la difficoltà nel creare grossi gap tra i giocatori e la necessità, per i non occasionali, di fruire sicuramente della presenza delle tessere obiettivo, per avere quel tot di spessore in più che aiuta a rendere il gameplay interessante anche per chi desidera sentire un poco di ciccia sotto ai denti (Fiona Dickinson: It’s all very well balanced, but since the variety of shapes is always the same, and always available (until someone takes it), I’m sure there is a best way to complete any one board. This would leave the game a bit stagnant if not for the advanced mode. They call it advanced, but there is really no reason to play without it. Advanced mode adds 3 achievements to complete, things like, have 3 Koala tiles, or build a small river with the green tiles).

CONCLUSIONI

Bärenpark si colloca all'interno della categoria dei giochi di piazzamento tessere per famiglie, strizzando l'occhio ai nostalgici del buon vecchio Tetris.
I suoi obiettivi, di esser fruibile a tutti, semplice e divertente il giusto li raggiunge sicuramente e si propone come titolo più che meritevole. Pecca, ovviamente, in originalità (qui la presenza di Patchwork e Cottage Garden si sente) ed è forse un pelino sul semplice per i giocatori più scafati, ma la sua bella figura, messo sul tavolo come fillerotto o per un pubblico familiare, la fa sicuramente (tanto che alcuni lo accreditavano come un possibile pretendente allo Spiel des Jahres).

Qui il link alla pagina del negozio online Egyp.it che lo propone

2 commenti:

  1. Come ti sembra in rapporto a Cottage Garden? Quale dei due titoli preferisci, e perché?
    In famiglia siamo amanti Patchwork, ma ancora non mi sono convinto a comprare Cottage Garden, che sembra di diversa pasta.

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    1. A sensazione questo Barenpark, partito molto più lento di Cottage, sta raccogliendo riscontri positivi. E' sicuramente più semplice del 'giardino' e più immediato (ogni tessera vale i punti che trovi scritti sopra), ma con gli obiettivi ha quel pizzico di spunto in più che lo fa gradire anche agli adulti e non occasionali.
      Personalmente però ero così amante di Patchwork che forse il seguito mi ha deluso per essersi distaccato dall'originale ...

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