sabato 15 luglio 2017

Recensioni Minute - Crocevia del carbone: il grande gioco di carte

scritto da TeOoh!

È uno dei rari casi in cui provo il card game, prima di aver giocato il predecessore con la plancia. E devo dire che è una sensazione strana, perché di solito è come se ti trovassi a percepire i tagli che sono stati fatti o la semplice trasposizione di materiali vari in semplici carte. Qua almeno, mi son detto che avrei percepito l'ampliamento. La realtà è che le differenze tra i due titoli sono molte più delle somiglianze, specialmente nel target.
Andiamo al sodo: vi parlerò di Crocevia del carbone: il grande gioco di carte, per 2-4 giocatori, di Wolfgang Kramer e Michael Kiesling, edito in Italia dalla Cranio Creations.


La minutissima è: i giocatori a turno dovranno piazzare le proprie carte lavoratore (numerate da 1 a 5) in uno degli spazi azione presenti, ma sempre piazzando una carta di valore +1 rispetto all'ultima presente su di esso. Tramite questi spazi si comporranno treni, saranno caricati di carbone seguendo alcuni vincoli e saranno spediti per soddisfare dei contratti. Al termine del numero di turni fissato, chi ha fatto più punti tra contratti e bonus collezionati sarà il vincitore.

In verità non c'è molto altro da aggiungere: il gioco non è assolutamente complesso da apprendere e tutti i vincoli presenti all'interno della partita su carrelli/vagoni sono delle semplici icone, zero sottoregolette. Il punto è che non potete comunque far sedere un pubblico family, per via della forte interazione tra i giocatori.
Non è diretta o distruttiva, non capiterà mai che riusciate (volontariamente) a mettere i bastoni tra le ruote al vostro avversario, tanto più che avete talmente poco spazio, che non credo sia una mossa vantaggiosa, ma il vincolo del +1 è devastante. Se non scegliete bene la sequenza di ciò che vorrete fare, eventualmente temporeggiando in attesa che qualcuno piazzi un 3 così da poter giocare il vostro 4, oppure avendo un piano B ogni volta... be', pochi treni partiranno dalle vostre miniere.

È questo il gap di complessità che ho trovato con il board game: il card game è più da gamer per 2 motivi.
Il primo è che i lavoratori non sono separabili: se nel bg avete 5 lavoratore/cubetto, potrete dividerli in 3+2 (ad esempio), qua no. Il secondo è che si fanno punti solo a fine partita e solo per quello che avete fatto, mentre nel bg avete 3 scoring su un po' tutto quello che avete fatto nell'arco della partita, quindi, è facile che qualche punto vi arrivi "a sorpresa". 

Ci devo trovare qualcosa? Be', se state facendo l'associazione mentale carte=compatto... sappiate che nella scatola hanno messo tutti i divisori per tenere separati bene i diversi mazzi e, anche se riuscite a portarveli nello zainetto tutti impacchettati, poi avrete bisogno di un grande piano di gioco per la partita. Le carte con gli spazi azione occupano molto spazio e ciascun giocatore dovrà accodare numerose carte vagone di fronte a sé. Insomma, si chiama card game solo perché è composto di carte, ma è comunque distante da un concetto di "briscola" in cui c'è un mazzo e tutti giocano al centro del tavolo 1 carta.

Se volete darci una prova, vi lascio un link Egyp e poi potete approfondire con il filmato qua sotto!

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